Campionamento Microbiologico Dell’aria: Attivo, Passivo E In Continuo

Il campionamento microbiologico dell’aria ha lo scopo di verificare l’efficacia del programma di pulizia e di sanitizzazione, delle procedure di vestizione del personale e delle tecniche di asepsi (dove previste), in modo da ottenere le informazioni per lo studio di un’efficace gestione del processo globale.

Metodi di campionamento microbiologico dell’aria

  • Campionamento attivo o volumetrico: aspiratori di volumi predeterminati di aria convogliano i microrganismi su un terreno di coltura liquido o solido, oppure li raccolgono per mezzo di un filtro montato; queste tecniche minimizzano le differenze di distribuzione dei batteri dovute alle correnti, alla temperatura e alle dimensioni degli aggregati aerodispersi.
  • Campionamento passivo: raccolta per sedimentazione di microrganismi dall’ambiente in esame, intervallata nel tempo, attraverso l’esposizione di piastre contenenti idoneo terreno di coltura. Metodo molto usato nelle aziende alimentari, si espongono nell’ambiente piastre Petri di 9 cm di diametro contenenti idoneo terreno di coltura, lasciate aperte per almeno 4 ore, ad un metro da terra e da ogni ostacolo fisico rilevante.

Buone pratiche per il campionamento microbiologico dell’aria:

1. In base alla valutazione dei rischi (Risk Assessment), devono essere individuate le fasi di lavoro a rischio biologico (graduandone i livelli) e le aree/zone critiche (superfici più esposte alla contaminazione) a esse associate;

2. Quindi, all’interno di ogni area/zona, definire i punti critici o di controllo (ovvero i siti dove effettuare il campionamento), nei quali sia possibile intervenire per ridurre o eliminare la contaminazione. È possibile individuare tali punti effettuando una serie di campionamenti nell’area critica nel corso dell’attività di lavoro e misurando i livelli di contaminazione;

3. Effettuare serie temporali di campionamenti e analisi nei punti critici e rappresentare graficamente i dati per desumerne il trend temporale. In base al trend, definire le “Classi di Contaminazione” cui rapportarsi (ad es. bassa, media, alta), associando a ogni classe un giudizio igienico (ad es. buono, accettabile, insufficiente).

4. Per verificare l’efficacia di un prodotto sanificante (tasso di abbattimento della contaminazione) rispetto a un altro, confrontare i livelli di contaminazione misurati prima con quelli misurati dopo l’intervento di sanificazione effettuato con ciascun prodotto, alle normali concentrazioni d’uso:

5. Effettuare il campionamento quando l’area critica è operativa e al massimo della sollecitazione (ad es. a fine turno o durante il picco dell’attività lavorativa);

6. Raccogliere un numero di campioni rappresentativo;

7. Dichiarare sempre l’approccio (tecnica, procedura) adottato.

In generale, per una procedura di campionamento dell’aria ottimale:

  • Il punto di prelievo deve essere localizzato al centro dell’ambiente da monitorare;
  • Vanno tenuti in considerazione elementi quali: struttura dell’ambiente, posizione di porte, finestre e fonti di illuminazione, presenza o meno di ricircolo dell’aria;
  • Il prelievo del campione deve essere fatto ad almeno 50 cm di distanza alle bocchette del sistema di condizionamento dell’aria.

Campionamento microbiologico attivo dell’aria SAS

Il campionamento microbiologico tramite SAS (Surface Air System) è uno strumento ad impatto ortogonale e rientra nel tipo di campionamento attivo. Il SAS è un sistema molto efficace per il campionamento della qualità dell’aria indoor, perché consente un controllo sia continuo che sequenziale, e di durata variabile da pochi minuti a diverse ore.

Attraverso l’uso di campionatori di tipo SAS una quantità predefinita di aria viene aspirata e convogliata in un coperchio, sotto cui è presente una piastra di Petri contenente terreno di coltura agarizzato. Finito il tempo necessario a campionare il flusso d’aria, la piastra di Petri viene rimossa e messa ad incubare, per verificare le colonie di virus e batteri sviluppatesi per UFC/m3 e valutare il livello di contaminazione.

Esistono anche strumenti ad impatto tangenziale: ad esempio il Campionatore Reuter Centrifugal Sampler (RCS) aspira l’aria convogliandola su una striscia di substrato agarizzato.

Monitoraggio Microbiologico Continuo Dell’aria

La soluzione più avanzata per il controllo della contaminazione microbiologica dell’aria è costituita dalla tecnologia a Bio-Fluorescenza. Tale tecnologia permette di effettuare il monitoraggio in real time indicando in tempo reale un eventuale presenza microbica all’interno delle aree. Tale tecnologia viene consigliata e raccomandata nella nuova Annex 1 relativa al monitoraggio delle particelle.

Soluzione Biotrak: monitoraggio microbiologico in tempo reale della contaminazione

La microbiologia in tempo reale Biotrak è in grado di dare una soluzione completa e definitiva per il monitoraggio particellare e microbiologico in tempo reale, offrendo una soluzione completa. Attraverso la tecnologia a Bio-Fluorescenza fornisce un monitoraggio ambientale continuo, nel rispetto delle normative ISO 21501-4, ISO 14644 e GMP.

Tale tecnologia rende obsoleto l’utilizzo delle piastre di Petri, non essendo più necessarie, e rende possibile operare il monitoraggio senza MAI dover fermare le linee di produzione ottenendo una identificazione della contaminazione microbiologica immediata.

In particolare, tale cambiamento si riduce in:

  • Produzione continua;
  • Una riduzione dei costi legati alle piastre di Petri e del personale dedicato al cambio piastra (non più necessario);
  • Notifiche in tempo reale della contaminazione con possibilità di intraprendere immediatamente azioni correttive, così che i 5 giorni di incubazione delle piastre di Petri non sono più necessari.

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Riferimenti normativi

Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81. Si rende disponibile la versione del Decreto aggiornata a novembre 2020 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’aggiornamento alle ultime norme;

ISO 14644-1:2015 e ISO 14644-2:2015: “Camere bianche ed ambienti associati controllati – Classificazione della pulizia dell’aria”. Attenzione: è rivolta anche alla contaminazione chimico-molecolare di aria e superfici (14644-8 e ISO 14644-10), alle nanoparticelle (14644-12) e anche alle particelle viable (14644-9);

ISO 21501-4:2018: “Determination of particle size distribution — Single particle light interaction methods Light scattering airborne particle counter for clean spaces”

UNI EN ISO 14698-1:2004: “Camere bianche ed ambienti associati controllati – Controllo della biocontaminazione”;

UNI EN 13098:2002: “Atmosfera nell’ambiente di lavoro – Linee guida per la misurazione di microrganismi e di endotossine aerodispersi”;