Precisione e accuratezza: cosa sono, che differenza c’è e perché contano nella misura

Nel linguaggio comune precisione e accuratezza vengono spesso utilizzate come sinonimi. Quando si parla di una misura, tuttavia, indicano due caratteristiche differenti e confonderle può portare a interpretare in modo errato le prestazioni di uno strumento o l’affidabilità di un risultato.

La distinzione non è soltanto teorica. In metrologia, sapere se una serie di misure è precisa, accurata o entrambe è fondamentale per valutare correttamente uno strumento e comprendere la qualità del dato che produce. Una misura può infatti essere molto vicina al valore di riferimento ma poco ripetibile, oppure estremamente ripetibile, ma sistematicamente distante dal valore corretto.

Comprendere la differenza tra questi concetti permette quindi di leggere con maggiore consapevolezza le specifiche tecniche degli strumenti, interpretare i risultati delle verifiche e comprendere perché attività come la taratura siano fondamentali per garantire l’affidabilità delle misure.

Che cosa significa accuratezza di una misura

L’accuratezza descrive quanto un risultato di misura sia vicino al valore di riferimento considerato corretto. Più il risultato si avvicina al valore di riferimento, maggiore è l’accuratezza della misura.

È importante però non confondere l’accuratezza con l’assenza assoluta di errore. Nella pratica, ogni misurazione è soggetta a condizioni e influenze che possono determinare una differenza tra il valore misurato e quello di riferimento. L’obiettivo della metrologia è proprio quello di caratterizzare e controllare queste differenze, rendendo il risultato il più affidabile possibile.

Un esempio semplice può aiutare a comprenderne il significato. Se il valore di riferimento di una grandezza è 100 e uno strumento restituisce ripetutamente valori prossimi a 100, possiamo parlare di risultati caratterizzati da una buona accuratezza. Se invece lo strumento restituisce sistematicamente valori prossimi a 105, le misure possono anche essere molto coerenti tra loro, ma risultano distanti dal riferimento.

L’accuratezza riguarda quindi principalmente la vicinanza al valore di riferimento, mentre la coerenza tra misure successive introduce il concetto di precisione.

Che cosa significa precisione di una misura

La precisione riguarda invece quanto i risultati ottenuti attraverso misurazioni ripetute siano vicini tra loro. Uno strumento è quindi caratterizzato da elevata precisione quando, ripetendo la misura nelle stesse condizioni, produce risultati poco dispersi.

Questo significa che precisione e accuratezza possono combinarsi in modi differenti. Uno strumento può essere preciso ma non accurato, se fornisce sempre valori molto simili tra loro ma lontani dal riferimento. Al contrario, può produrre risultati mediamente vicini al valore corretto ma caratterizzati da una dispersione elevata.

Per questo motivo, valutare soltanto una delle due caratteristiche non è sufficiente per stabilire se uno strumento sia adeguato a una determinata applicazione. È necessario considerare contemporaneamente la vicinanza al riferimento e la dispersione dei risultati.

Precisione e accuratezza: la differenza spiegata con il bersaglio

Un modo particolarmente efficace per visualizzare la differenza è immaginare un bersaglio. Il centro rappresenta il valore di riferimento, mentre i diversi punti rappresentano i risultati di una serie di misure.

Se tutti i punti sono molto vicini tra loro e concentrati al centro del bersaglio, abbiamo contemporaneamente elevata precisione ed elevata accuratezza.

Se i punti sono molto vicini tra loro ma spostati rispetto al centro, le misure sono precise ma presentano una scarsa giustezza, cioè sono caratterizzate da uno scostamento sistematico rispetto al valore di riferimento.

Se invece i risultati sono distribuiti intorno al valore di riferimento ma molto distanti tra loro, la giustezza può essere buona, mentre la precisione è ridotta.

In questo caso, parlare semplicemente di “buona accuratezza” sarebbe impreciso: secondo la terminologia metrologica, l’accuratezza è un concetto che tiene conto sia della giustezza sia della precisione e non si esprime come una singola grandezza numerica.

Questo esempio evidenzia perché utilizzare precisione e accuratezza come sinonimi sia tecnicamente scorretto. La precisione descrive la dispersione dei risultati, mentre la giustezza descrive la loro vicinanza al valore di riferimento; l’accuratezza rappresenta invece un concetto complessivo che comprende entrambe queste caratteristiche.

La distinzione diventa particolarmente importante quando si devono confrontare strumenti differenti o valutare se uno strumento sia effettivamente idoneo a un processo. Un risultato apparentemente stabile non è necessariamente vicino al valore di riferimento, così come una singola misura vicina al valore atteso non dimostra necessariamente un’elevata precisione dello strumento.

Dove entrano risoluzione, ripetibilità e riproducibilità

Precisione e accuratezza non sono gli unici parametri da considerare quando si valuta una misura. Al loro fianco entrano concetti come risoluzione, ripetibilità e riproducibilità, che descrivono aspetti differenti delle prestazioni dello strumento e del processo di misura.

La risoluzione indica la più piccola variazione della grandezza misurata che uno strumento è in grado di distinguere o visualizzare. Una risoluzione elevata, però, non significa automaticamente che lo strumento sia accurato. Un dispositivo può infatti visualizzare molti decimali e fornire misure estremamente dettagliate dal punto di vista numerico, ma essere caratterizzato da un errore sistematico.

La ripetibilità riguarda la capacità di ottenere risultati coerenti ripetendo la stessa misurazione nelle medesime condizioni, mentre la riproducibilità considera invece la variabilità del risultato quando cambiano determinate condizioni, ad esempio operatore, strumento o condizioni di misura.

Questi concetti contribuiscono a costruire un quadro più completo delle prestazioni metrologiche e permettono di evitare una valutazione basata esclusivamente sul numero di cifre visualizzate o sulla stabilità apparente del dato.

Errore di misura e incertezza: perché nessuna misura è perfetta

Ogni misura presenta una differenza tra il risultato ottenuto e il valore di riferimento. Questa differenza è associata all’errore di misura. L’errore può derivare da numerose cause: caratteristiche dello strumento, condizioni ambientali, metodo utilizzato, operatore o altre influenze che intervengono durante il processo di misura.

L’errore, tuttavia, non deve essere interpretato semplicemente come un “errore dello strumento”. La qualità di una misura dipende dall’intero processo attraverso il quale quella misura viene ottenuta.

Accanto all’errore assume quindi un ruolo fondamentale il concetto di incertezza di misura. L’incertezza esprime quantitativamente la ragionevole dispersione dei valori che possono essere attribuiti al misurando sulla base delle informazioni disponibili. In altre parole, permette di comprendere quanto possiamo essere confidenti nel risultato dichiarato.

Per un laboratorio di taratura questo aspetto è fondamentale: il risultato non consiste semplicemente nel dire se uno strumento “funziona” oppure no, ma nel fornire informazioni tecniche che permettano di valutare le sue prestazioni e la qualità della misura ottenuta.

Perché la taratura è fondamentale per accuratezza e precisione

È proprio in questo contesto che assume importanza la taratura. Attraverso la taratura è possibile confrontare le indicazioni fornite da uno strumento con valori ottenuti mediante riferimenti metrologici appropriati, secondo procedure definite e condizioni controllate.

La taratura permette quindi di ottenere informazioni oggettive sulle prestazioni dello strumento e di verificare eventuali scostamenti rispetto ai riferimenti utilizzati. Il risultato della taratura può evidenziare errori, fornire informazioni sull’incertezza associata alla misura e consentire di valutare l’idoneità dello strumento rispetto all’utilizzo previsto.

Perché questo processo sia realmente significativo, è essenziale che la misura sia riferibile a campioni e riferimenti riconosciuti. In questo senso, rivolgersi a un laboratorio competente e, quando richiesto dal contesto applicativo, accreditato secondo ISO/IEC 17025, consente di inserire la verifica dello strumento all’interno di una filiera metrologica documentata.

La taratura non rende automaticamente uno strumento “accurato” o “preciso”: consente piuttosto di caratterizzarne le prestazioni, fornendo dati necessari per stabilire se quelle prestazioni siano adeguate all’uso previsto.

Accuratezza e precisione nella gestione della strumentazione

La distinzione tra accuratezza e precisione diventa particolarmente importante nei contesti industriali e regolamentati, dove una misura può essere utilizzata per prendere decisioni sulla qualità di un prodotto, sulla sicurezza di un processo o sulla conformità di un ambiente.

In questi casi, la gestione della strumentazione non dovrebbe limitarsi alla sostituzione dello strumento quando presenta un problema evidente. È necessario costruire un sistema che permetta di conoscere le prestazioni degli strumenti nel tempo e di intervenire sulla base di dati oggettivi.

Un piano di gestione metrologica efficace deve quindi considerare elementi come:

  • criticità della misura rispetto al processo;
  • caratteristiche e prestazioni richieste allo strumento;
  • frequenza e condizioni di utilizzo;
  • risultati delle precedenti tarature;
  • eventuali deviazioni o variazioni delle prestazioni nel tempo.

Questa impostazione consente di superare una visione puramente manutentiva della strumentazione e di inserirla all’interno di un sistema più ampio di controllo della qualità della misura.

Dalla qualità della misura alla riferibilità metrologica

Comprendere la differenza tra precisione e accuratezza è quindi molto più che una questione terminologica. Significa comprendere che la qualità di una misura non può essere valutata sulla base di un unico parametro e che uno strumento apparentemente stabile non è necessariamente uno strumento accurato.

Risoluzione, ripetibilità, riproducibilità, errore e incertezza contribuiscono a descrivere aspetti differenti della misura. La taratura permette di caratterizzare le prestazioni dello strumento attraverso un confronto con riferimenti metrologici, fornendo informazioni fondamentali per valutarne l’idoneità all’utilizzo previsto.

Questa distinzione è complementare a quella tra taratura e calibratura, spesso oggetto di confusione nella terminologia tecnica. Per approfondire quest’ultimo tema è possibile consultare la guida QSGroup dedicata alla differenza tra calibratura e taratura e, successivamente, approfondire i servizi di taratura della strumentazione disponibili per applicazioni industriali e regolamentate.

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